Poliabortività

L’interruzione precoce della gravidanza è un evento sofferto che purtroppo si verifica in una percentuale variabile tra il 15 e il 30% dei casi in relazione all’età della donna. La causa di questa poliabortività è in 8 casi su 10 l’infelice combinazione fra cromosomi paterni e materni.

Questo severo meccanismo di eliminazione è doloroso per i genitori, ma protettivo rispetto alla possibilità che il bambino possa portare dei deficit permanenti legati all’incongrua informazione genetica di cui verrebbe a disporre.

Per confermare o escludere la presenza di anomalie cromosomiche dell’embrione è necessario condurre un accertamento citogenetico sul tessuto placentare, dando così una spiegazione all’origine dell’aborto, senza il quale è difficile prevedere l’esito di una gravidanza futura se non in modo statistico.

Nel caso in cui l’aborto fosse la conseguenza di anomalie cromosomiche dell’embrione, in base all’età materna la possibilità di incorrere ancora in un aborto per anomalia cromosomica si riduce percentualmente in modo statistico. Nel caso in cui le perdite abortive fossero invece dovute ad una causa uterina, infettiva od immunitaria, la persistenza si queste cause potrebbe condizionare nuovamente una perdita abortiva.

Prima di tentare un nuovo concepimento è dunque consigliabile indagare le cause anatomiche, infettive ed immunitarie che causano più comunemente aborti ripetuti.

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